Musica e bambini: ecco perché è fondamentale iniziare presto

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Suonare uno strumento fin da piccoli è importantissimo per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Migliora il linguaggio, la capacità di lettura, il ragionamento matematico, aumenta il quoziente intellettivo, previene l’invecchiamento cerebrale, rafforza la memoria a breve e a lungo termine, aiuta a gestire l’ansia e rafforza l’autostima. A sostenere tutti questi benefici sono diversi studi. Eccone una raccolta tratta dal sito americano mic.com.

La musica diverte, rilassa ed emoziona e aiuta a vivere meglio.

Ma non solo, oggi sono tante le ricerche che stanno scoprendo i grandi benefici che hanno le lezioni di musica sui bambini.

Uno studio longitudinale tedesco del 2013 ha evidenziato l’importanza di studiare musica:

“La musica migliora le abilità cognitive e non cognitive più del doppio rispetto ad attività sportive, teatro o danza”.

“I bambini che prendono lezioni di musica hanno migliori capacità cognitive e voti scolastici migliori e sono più coscienziosi, aperti e ambiziosi”.

Ma non è tutto. Il sito americano mic.com ha stilato una lista di tutti i benefici neurologici che le lezioni di musica possono fornire.

 

  1. Migliora le capacità di lettura

Sono molti gli studi che hanno trovato un legame tra i processi musicali e linguistici.

I ricercatori della Northwestern University hanno scoperto che le cinque abilità alla base dell’acquisizione del linguaggio, consapevolezza fonologica, percezione dei suoni, memoria uditiva, percezione ritmica e capacità di apprendere modelli sonori, vengono tutte rafforzate dalle lezioni di musica.

I bambini esaminati che fanno musica da almeno due anni hanno risultati di lettura migliori rispetto a quelli che seguono corsi non musicali.

 

  1. Migliora il ragionamento matematico e spazio temporale

La musica è di natura profondamente matematica. Le relazioni matematiche determinano gli intervalli nelle scale, la disposizione delle chiavi e le suddivisioni del ritmo.

Quindi i bambini che ricevono un allenamento musicale di alta qualità tendono ad avere risultati migliori anche in matematica.

 

  1. Migliora i voti scolastici

In uno studio del 2007, Christopher Johnson, professore di educazione musicale e musicoterapia all’Università del Kansas, ha rilevato che “le scuole elementari con programmi di educazione musicale di alta qualità hanno ottenuto un punteggio superiore del 22% in inglese e il 20% in più in matematica rispetto alle scuole con programmi musicali di bassa qualità”.

Anche uno studio canadese del 2013 ha rilevato la stessa associazione.

Sebbene nessuno di questi studi possa necessariamente dimostrare la causalità, entrambi evidenziano una forte correlazione.

 

  1. Aumenta il quoziente intellettivo

Nonostante la musica sia principalmente una forma d’arte emotiva, secondo uno studio dell’università della California, l’allenamento musicale porta in realtà maggiori benefici al Q.I. di tipo accademico rispetto a quello emotivo.

Numerosi studi hanno scoperto che i musicisti generalmente vantano un QI più alto rispetto ai non musicisti.

Questo non vuol dire che chi studia musica è per forza più intelligente di chi non la studia, ma sicuramente rende un bambino più intelligente di quanto sarebbe stato senza studi musicali.

 

  1. Aiuta a imparare più velocemente le lingue

I bambini che iniziano a studiare musica presto, sviluppano abilità linguistiche più forti. Sviluppano vocaboli più complessi e una comprensione più sfumata della grammatica.

Questi benefici non hanno solo un impatto sull’apprendimento della prima lingua, ma anche sulla capacità dei bambini di studiare lingue straniere.

Secondo il giornale inglese The Guardian “L’allenamento musicale svolge un ruolo chiave nell’imparare una lingua straniera, facilita lo studio della grammatica, dei vocaboli e della capacità di parlare”.

 

 

  1. Stimola l’udito

La formazione musicale rende l’orecchio più sensibile, il che è molto utile quando si invecchia. I musicisti infatti godono di un minor declino nell’elaborazione uditiva centrale. E riescono a evitare quel fenomeno per cui le persone anziane hanno difficoltà a isolare le voci da un rumore di fondo.

Studiare musica affina quindi la capacità d’ascolto.

 

  1. Rallenta gli effetti dell’invecchiamento

Oltre a quello uditivo, l’allenamento musicale può anche ritardare il declino cognitivo associato all’invecchiamento

Alcune ricerche posizionano la musica come un modo efficace per allontanare la demenza.

Gli studi effettuati dall’Università di Emory (Atlanta, Usa) hanno scoperto che i musicisti anche se hanno smesso di suonare da anziani, hanno risultati migliori in termini di ricordare i nomi degli oggetti, di memoria visuo-spaziale e di rapida elaborazione mentale e flessibilità, rispetto ad altri che non hanno mai suonato. Gli autori dello studio aggiungono, tuttavia, che per avere questi risultati i musicisti devono aver suonato almeno 10 anni.

 

  1. Rafforza la corteccia motoria

Tutti gli strumenti musicali richiedono alti livelli di destrezza e accuratezza delle dita. Esercitarsi con uno strumento sviluppa la corteccia motoria e i benefici si estendono a diverse abilità anche non musicali.

 

Una ricerca pubblicata nel Journal of Neuroscience nel 2013 ha scoperto che i bambini che hanno iniziato a suonare prima dei sette anni ottengono risultati migliori in compiti di movimento anche non musicale.

 

  1. Aumenta la memoria di lavoro 

Suonare richiede un grande sforzo di memorizzazione. E più ci si esercita con uno strumento più la memoria di lavoro (o memoria a breve termine) si rafforza. Uno studio del 2013 ha rilevato che la pratica musicale sviluppa le capacità mnemoniche dei musicisti, la velocità di elaborazione e le loro capacità di ragionamento.

 

  1. Aumenta la memoria a lungo termine

L’allenamento musicale può anche influire sulla memoria a lungo termine, specialmente nel campo visivo.

Scienziati dell’Università del Texas ad Arlington in uno studio dell’anno scorso hanno dimostrato che i musicisti con formazione classica, che hanno suonato per più di 15 anni, hanno ottenuto punteggi più elevati nei test di memoria a lungo termine.

Questo accresciuta sensibilità mnemonico visiva deriva dall’analisi di spartiti musicali complessi. Lo studio non prendeva in considerazione i musicisti che suonano senza leggere la musica.

 

  1. Aiuta a gestire l’ansia

Analizzando le scansioni cerebrali di musicisti dai 6 ai 18 anni, i ricercatori dell’Università del Vermont College of Medicine hanno riscontrato un enorme ispessimento della corteccia cerebrale in aree responsabili di depressione, aggressività e problemi di attenzione. Secondo gli autori dello studio, la formazione musicale “ha accelerato l’organizzazione corticale negli ambiti dell’abilità, dell’attenzione, della gestione dell’ansia e del controllo emotivo”.

 

  1. Migliora l’autostima

Diversi studi hanno dimostrato come la musica possa migliorare la sicurezza e l’autostima dei bambini. Uno studio del 2004 ha diviso un campione di 117 alunni della quarta elementare di una scuola pubblica di Montreal.

Un gruppo ha seguito un corso settimanale di pianoforte per tre anni, mentre un secondo gruppo non ha seguito corsi musicali.

I bambini che hanno suonato settimanalmente hanno ottenuto punteggi significativamente più alti nei test di autostima rispetto agli altri alunni.

 

  1. Rende più creativi

La creatività è notoriamente difficile da misurare scientificamente.

Ma la maggior parte delle ricerche sostiene che l’allenamento musicale accresce la creatività .

Secondo Ana Pinho, una neuroscienziata del Karolinska Institute di Stoccolma, i musicisti con  esperienza nell’improvvisazione musicale hanno un’attività più sviluppata nelle regioni del cervello associate alla creatività.

 

L’allenamento musicale migliora anche la comunicazione tra emisfero destro e sinistro del cervello. E gli studi  dimostrano anche che i musicisti ottengono risultati migliori nei test di pensiero divergente, presentando un numero maggiore di modi nuovi e inaspettati di combinare le informazioni.

 

 

(articolo di Federica Baroni, 20 marzo 2018 nostrofiglio.it)

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